
Ieri
e oggi. Il nome deriva da Rovero di Campello, capostipite dei
conti omonimi. Nel 925 Rovero costruisce il castello, entro cui si sviluppa
l'abitato. Non lontane le Fonti del Clitunno che ispirarono una celebre
ode a Giosuè Carducci. Bello il Tempietto del Clitunno, edificio
paleocristiano eretto nei sec. IV-V, caratterizzato da una facciata nella
parte superiore a quattro colonne, sostenenti un fregio e un timpano triangolare.
Dentro le piu' antiche immagini cristiane dei Santi Pietro e Paolo. Suggestiva
l'atmosfera romantica dei dintorni. La chiesa della Madonna della Bianca,
cinquecentesca, ha un portale coevo di Cione di Taddeo da Lugano e affreschi
dell'epoca.
Manifestazioni principali. Festa medioevale,
nel mese di agosto, rievocazione della vita e dei costumi medioevali. Festa
dei Frantoi, assaggio dell'olio extra vergine di oliva locale.
Profumi e sapori gastronomici. La cucina
è affidata all'olio extra vergine d'oliva, al tartufo nero,
al pecorino, ai legumi, alla pasta fatta in casa, alle
carni di maiale e agnello. Nei giorni di vigilia si usa il baccalà
arrostito. Le feste sono scandite dalla preparazione di dolci: per Natale
si usa l'attorta, cosi' chiamata perché' attorcigliata e gli
gnocchi di natale; per Carnevale castagnole, frappe e
la crescionda. A Pasqua le pizze dolci e di formaggio. Piatto
tipico la barbaia in padella, cibo povero per eccellenza, usato soprattutto
nella stagione fredda: fette di guanciale cotte alla brace profumate di salvia,
vino e sale in abbondanza.