Ieri
e oggi. Poggiodomo è uno dei comuni più piccoli
d'Italia ed anche il più' alto della Valnerina; situato a quasi mille
metri d'altezza, nell'alta valle del torrente Tessino, il centro fece parte
fino al XI sec. del Ducato longobardo di Spoleto. La sua collocazione geografica
lo pose, nei secoli, come luogo ideale per mediare ed estraniarsi, diventando
meta di monaci, eremiti e mistici che in questo luogo trovarono sicuro rifugio
alle turbolenze guerriere che caratterizzarono il medioevo. Aspramente conteso
dalle citta' di leonessa, Cascia e Spoleto, fu alla fine conquistato da quest'ultima
condividendone le vicende storiche. Nel 1809 sotto il governo napoleonico
fu eretto a Comune e nel 1860 annesso al Regno d'Italia. Oltre le straordinarie
bellezze offerte da una natura incontaminata, meritano una visita la chiesa
di San Pietro; la chiesa di S. Lorenzo; la chiesa della Madonna
delle Grazie; la chiesa di Sant'Antonio Abate; la chiesa di
S. Carlo.
Dintorni. Nelle frazioni, a Mucciafora,
la chiesa della Madonna della pietà'; ad Usigni la chiesa
di S. Salvatore di Bernini che custodisce un ricco corredo liturgico tessile
e il Palazzo Cardinalizio in stile Barocco. A Rocca Tambura, l'Eremo
della Madonna della Stella; sempre in questa frazione la chiesa di
S. Nicola e di S. Giuseppe.
Manifestazioni principali. Religiose e
tradizionali: il 17 gennaio festa del patronato Sant'Antonio Abate;
nel mese di agosto festa dei giovanotti e festa degli sposati.
Profumi e sapori gastronomici. Prodotti
di eccellente qualità' e sapore sono i formaggi, le carni, il latte,
cosi'come le coltivazioni di farro, elemento di una cucina contadina
ed oggi apprezzato nelle tavole più' sofisticate. Altro piatto gustosissimo
è l'acqua cotta, definito uno dei piatti più poveri poiché'
mette insieme quel che poco si aveva a portata di mano.
